La Vitamina D serve principalmente a mantenere al giusto livello il calcio ed il fosforo nel sangue.
In pochi sanno che è una vitamina liposolubile accumulata nel fegato e il nostro organismo la rilascia automaticamente a piccole dosi quando è necessario. Si presenta in due forme: in una è assunta con il cibo (Ergocalciferolo) nell’altra è il risultato del lavoro di accumulo del nostro organismo (Colecalciferolo).
Come viene assorbita la Vitamina D oltre che dal cibo?
Semplicemente attraverso i raggi del sole! La sua integrazione è consigliata solo in crescita, in gravidanza o in allattamento.
La mancata esposizione al sole, il coprirsi troppo, l’uso di protezioni solari troppo elevate e il restare in luoghi chiusi per molte ore ne impedisce l’assorbimento e può quindi dar luogo ad una carenza della Vitamina stessa. Altre cause di carenza sono l’abuso di alcool, il consumo di droghe e l’uso di alcuni farmaci.
La carenza incide negativamente sulla calcificazione delle ossa ed anche sui denti, rendendoli più deboli ed esposti alla carie.
Al contrario un eccesso di Vitamina D può provocare un eccesso di calcificazione a livello di vari organi e conseguentemente la comparsa di vomito, diarrea e spasmi muscolari.
Ma torniamo al cibo.
Quali alimenti contengono la Vitamina D?
In realtà soltanto l’olio di fegato di merluzzo. Negli altri alimenti è poco presente tuttavia è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero che è di 400 unità al giorno. La quantità necessaria può variare e arrivare a 1000 solo in presenza di fattori di rischio o deficit.
Alimenti con Vitamina D:
- Pesci molto grassi, quindi sgombro, tonno, carpa, aringa, anguilla, esce gatto e salmone. Gamberi e ostriche.
- Latte di mucca e derivati, quindi formaggi grassi, burro ma anche latte di soia.
- Verdure verdi e funghi ma anche succo di arancia;
- Uova, il tuorlo;
- Fegato;
- Cereali e farina d’avena.
Articolo revisionato dalla Biologa Nutrizionista Maria Di Bianco

