Prima di addentrarci nel discorso, è doveroso un breve cenno sul Microbiota intestinale.
Microbiota intestinale, cos’è?
Il nostro intestino è popolato da miliardi di organismi, fondamentalmente batteri, oltre a lieviti, parassiti e virus. L’insieme di questa “micro popolazione” si chiama: Microbiota intestinale. Un Microbiota efficiente e in condizione di eubiosi (ovvero in equilibrio) fa sì che il nostro metabolismo funzioni correttamente. Ci aiuta a digerire il cibo e protegge il sistema immunitario, stimolandone la risposta contro eventuali agenti patogeni.
Fra le varie famiglie batteriche che colonizzano l’intestino, alcune sono davvero utili, per esempio le Bacteroides Thetaiotaomicron che aiutano a metabolizzare i carboidrati. Altre non sono propriamente utili quanto invece dannose. Parliamo del famigerato Clostridium Difficile che può causare febbre e diarrea.
I problemi iniziano quando il Microbiota intestinale non funziona come dovrebbe, versando quindi in una situazione di squilibrio. Lo squilibrio del Microbiota intestinale ovvero la disbiosi. Vediamo in che consiste.
Lo squilibrio del Microbiota intestinale: la disbiosi
E’ causato dal cibo che ingeriamo. Ebbene si.
Lungi dall’ addentrarci in un discorso sulla reale utilità di alcuni cibi e sulla motivazione della loro presenza sulle nostre tavole, possiamo dire quanto segue. Le patologie moderne, quali l’obesità, il cancro del colon, le malattie autoimmuni, la depressione e l’ansia sono causate proprio dall’impoverimento del Microbiota.
Il microbiologo americano Justin Sonnenburg ci spiega cosa accade quando nella dieta mancano le fibre (a favore delle diete ricche di zuccheri e grassi). I batteri che hanno il compito di metabolizzarle non le trovano e di conseguenza attaccano il muco che protegge l’intestino. Accade allora che i microbi “cattivi” raggiungono le cellule intestinali e provocano l’infiammazione. Quella infiammazione dà luogo alle patologie moderne.
Tutta questione di dieta allora? Si.
La disbiosi: acuta e subdola ed i sintomi
Quando l’alimentazione è scorretta rischiamo una disbiosi cronica. Le cause sono da attribuire ad una dieta iperproteica o con troppi carboidrati. Attività fisica poca o niente, il fumo, l’abuso di alcool ed in generale agli stili di vita considerati non corretti. Si aggiunge anche un eccessivo consumo di farmaci.
E’ opportuno dunque distinguere tra disbiosi acuta e disbiosi subdola.
La acuta è causata da infezioni esterne e dagli antibiotici; i sintomi che appaiono subito sono facilmente rilevabili, ad esempio diarrea, dolori addominali e meteorismo.
La subdola non si rivela subito come la precedente e porta alla disbiosi cronica. I fattori causali sono da identificare nell’alimentazione, negli stili di vita scorretti e nell’assunzione dei farmaci in generale. I sintomi evidenti sono: disturbi a livello intestinale ed extra intestinale come la dermatite atopica.
A volte capita di non capire perché si hanno dei problemi. Magari allo stomaco, “aria in pancia”. Oppure noie come dermatiti, pelle rovinata o secca o magari una improvvisa desquamazione del cuoio capelluto. O ancora un classico, antipatico reflusso gastro esofageo (per fare qualche esempio).
La motivazione la maggior parte delle volte è proprio una disbiosi intestinale. E’ il vostro Microbiota che non funziona come dovrebbe.
Come curare la disbiosi?
Sicuramente limitando se non proprio abolendo l’assunzione di farmaci. Adottando uno stile di vita, soprattutto alimentare, corretto, meno “occidentale” e più vicino all’alimentazione dei primitivi. Questo vuol dire meno sostanze raffinate e industriali e più cibi naturali compresa la frutta secca. Più verdure soprattutto crude e meno caseina e glutine.
Articolo revisionato dalla Biologa Nutrizionista Maria Di Bianco



