Silvia Provvedi, arrestato il suo compagno Giorgio De Stefano

Il compagno di Silvia Provvedi è stato arrestato per ‘ndrangheta. Giorgio de Stefano e Silvia Provvedi da una settimana sono diventati genitori della piccola Nicole. I due stanno insieme da oltre un anno.

Dalla gioia per la nascita della figlia allo choc per l’arresto del compagno: Silvia Provvedi, cantante del duo Le Donatella, è dunque rimasta da sola ad occuparsi della figlia.

L’arresto di Giorgio De Stefano

L’operazione che ha portato all’arresto del compagno di Silvia è scattata stamattina all’alba. Giorgio De Stefano, o Malefix (così lo chiama Silvia) è il figlio illegittimo del boss Don Paolino. L’imprenditore Giorgio solo da adulto ha acquisito il cognome paterno. Secondo gli investigatori di Reggio Calabria,  l’imprenditore, rivestiva un ruolo però negli affari criminali della famiglia. Oggi la notizia del suo arresto: per lui le manette con altre venti persone dei De Stefano-Tegano e Libri e del clan Molinetti.

Il ristorante a Milano

De Stefano gestiva un ristorante a Milano, dove da tempo si era trasferito proprio per lavorare nella ristorazione. Ristorante il suo che era ben frequentato, anche dai vip.

Per la polizia, anche se l’imprenditore è incensurato, “è da ritenersi il più valido rappresentante delle propaggini operative della cosca” a Milano. L’indagine, che ha portato all’arresto,  è stata chiamata “Malefix” dal soprannome usato proprio da De Stefano e da Silvia, che lo chiamava così dalle stanze del Grande Fratello Vip. Silvia, sua compagna, è estranea all’inchiesta.

Anche il fratello di Giorgio, il boss Carmine De Stefano, è finito in manette. Solo di recente l’imprenditore ha iniziato ad usare il cognome del padre, che è stato ucciso nel 1985.

Il sogno interrotto per Silvia

Silvia aveva un sogno, cioè quello di sposare il padre di sua figlia Nicole, nata il 18 giugno scorso. Al settimanale Chi aveva svelato: “è nei nostri programmi, lo vogliamo. Ma la situazione che stiamo vivendo a causa del Covid-19 ci mette nelle condizioni di dover aspettare e noi aspettiamo. Io già immagino la scena. Nicole in braccio a mia sorella Giulia che porta le fedi. Bellissimo”.