Il Santo del giorno 23 Giugno è San Giuseppe Cafasso, sacerdote vissuto nell’800.
Conosciamo meglio questa interessante figura umana e religiosa: vediamo chi era, cosa fece e perché è stato canonizzato.
Qui trascorse l’infanzia e frequentò la scuola elementare.
In seguito completò il corso di studi presso il seminario di Chieri e nel 1833, a 22 anni, divenne sacerdote.
Fu amico e direttore spirituale di Don Giovanni Bosco e fu proprio lui a convincerlo a dedicare i suoi sforzi alla formazione dei giovani di Torino.
San Giuseppe Cafasso è noto anche con l’appellativo di “prete della forca”.
Ciò si deve al fatto che non solo si occupò di assistere i carcerati, ma anche di accompagnare al patibolo i condannati a morte, che sosteneva e confortava.
Cafasso si avvicinò ai carcerati sempre con estrema sensibilità e delicatezza, tanto da convincere anche i più violenti e restii alle cure spirituali ad arrendersi.
Molti si convertirono e trovarono una pace insperata grazie a lui.
Si stima che furono almeno una settantina i condannati accompagnati al patibolo da Giuseppe e tutti furono da lui trattati con dolcezza e premura, rinfrancati dalla convinzione di andare incontro alla salvezza eterna.
San Giuseppe Cafasso morì a Torino nel 1860.
La canonizzazione arrivò nel 1947 ad opera di papa Pio XII.
E’ il patrono dei carcerati e dei condannati a morte, di quelle categorie di persone cioè, alle quali dedicò quasi completamente la sua vita e la sua missione spirituale.
Oltre a San Giuseppe Cafasso oggi si celebrano anche San Valero, San Tommaso Garnet, Beata Raffaella Santina Cimatti, Beato Pietro Giacomo da Pesaro, i Santi Martiri di Nicomedia, Beata Maria di Oignies, Sant’Eteldreda di Ely, San Bili (o Bilio) e San Lanfranco Beccari.
Pronti per gli auguri di buon onomastico?