Salmoni d’allevamento. Ma qual è il “vero” colore dei salmoni d’allevamento? È per caso uguale a quello dei salmoni selvatici? Beh, la risposta è no.
Di suo il salmone allevato in vasca ha le carni di colore bianco o grigiastro. Sì, ma allora quel bel rosa da dove viene? Facile, è un colore artificiale.
In altre parole, per farlo apparire rosa al salmone d’allevamento viene dato mangime addizionato con una sostanza sintetica che gli regala il peculiare color salmone.
In effetti, a ben vedere il sospetto dovrebbe venire naturale: come fa un salmone che vive tutta la sua vita in una vasca a cibarsi di gamberetti e krill, ovvero proprio gli animaletti che contengono il carotene che dà il colore rosa ai salmoni selvatici?
Semplice, non lo fa. Ma se non ha quel colore caratteristico, il salmone non si vende, e allora come rimediare? Semplice, si aggiunge un “colorante” nel mangime.
La carne di questi pesci allevati in cattività è naturalmente di colore bianco o grigiastro, come si diceva, quindi non è particolarmente appetibile agli occhi del consumatore medio, che si aspetta che il salmone abbia quel colore lì, ovvero, appunto, rosa salmone.
La sostanza che viene aggiunta si chiama astaxantina, che appartiene alla categoria dei carotenoidi chimici e che trova impiego anche nella cosmesi.
Secondo gli allevatori, l’astaxantina non è così brutta come sembra. Questo perché, essendo un antiossidante, aiuta a mantenere in salute i salmoni.
Si potrebbe anche sostenere che l’aggiunta di questa sostanza al cibo dei salmoni d’allevamento possa essere davvero il male minore. Già, perché in generale le condizioni di vita dei salmoni allevati in cattività non sono un granché: passano la vita in vasche strette, tutti ammassati, e non di rado l’acqua in cui nuotano è inquinata da pesticidi. E poi il mangime è industriale.
Sono tutte condizioni che espongono i pesci al rischio di infezioni e malattie. Pensiamoci, la prossima volta che al supermercato ci viene voglia di comprare del salmone.