Ecco un bel pane casereccio da fare in casa, con un ingrediente che lo renderà ancora più squisito: il miele.
In questa ricetta viene usata la farina Tipo 1 che contiene più crusca e germe di grano. E’ la farina di una volta che regala ai prodotti da forno un gusto decisamente inimitabile.
Vediamo insieme come farlo.
Pane casereccio, cosa vi serve:
- 325 g farina tipo 1 (se me ne cade in ciotola 330 g metto 210 g di acqua);
- 200 g acqua (corrisponde a 200 ml);
- 7 g lievito pane angeli per pane e focacce (quello con la busta argentata);
- 10 g sale fino (un cucchiaino pieno, anche se ne cade 15 g va bene lo stesso);
- 2 cucchiaini abbondanti di miele d’acacia;
- 10 g di olio (anche 15 g va benissimo);
- farina 00 all’occorrenza.
Procedimento:
- Lavorate tutti gli ingredienti su una spianata di farina o in una ciotola abbastanza grande. Tenete a portata la farina 00 perché l’impasto non è compatto ma rimane abbastanza “appiccicoso”. Non abbondate perché deve rimanere di quella consistenza.
- Formate un panetto. Collasserà leggermente. Riponetelo in una ciotola e copritelo con uno strofinaccio (o un panno).
- Mettete dunque l’impasto a lievitare in un luogo asciutto, il forno spento e con la lucetta accesa andrà benissimo. Lasciate lievitare per 3 o 4 ore. Anche 2 saranno sufficienti, date un’occhiata alla lievitazione e regolatevi di conseguenza. A lievitazione ultimata avrete questo:
- A questo punto preriscaldate il forno a 220° e lavorate per un paio di minuti ancora l’impasto aiutandovi con la farina 00.
- Formate un filone, sistematelo su carta da forno e incidetelo con una bella croce.
- Mettete in forno a 220° per 15 minuti. La superficie si dorerà. Lasciatelo quindi in forno per altri 5 o 10 minuti al massimo a 175°.
Il vostro pane casereccio è pronto!
Sfornate e tagliate!
TeaClasse ’77, appassionata di Arte e Letteratura, fa della Creatività lo svago dalle proprie passioni. Amante delle parole in ogni loro forma, scritta e non scritta, le piace scrivere perché, citando Cesare Pavese, riunisce le due gioie: parlare da solo e parlare ad una folla (Cesare Pavese, 4 maggio 1946). ♠️