Oscar alla carriera per la grande Lina Wertmüller. Ecco il suo primo commento “irriverente”

Lina Wertmüller: Sono passati 42 anni da quando divenne la prima donna a essere candidata agli Oscar per la miglior regia. Adesso Hollywood l’ha ricompensata con un Oscar alla carriera che forse arriva tardi, ma che fa davvero un gran piacere.

Sia a lei, ovviamente, che a tutti noi che in questi decenni abbiamo ammirato i suoi memorabili film.

Stiamo parlando naturalmente della grande Lina Wertmüller, che l’altra notte ha ricevuto la sua meritatissima statuetta alla Ray Dolby Ballroom di Los Angeles.

“Perché non cambiamo sesso alla statuetta e la chiamiamo ‘Anna’?

Lei ha accettato il riconoscimento col suo solito spirito irriverente, battagliero e ironico: “Questo è un premio maschilista. Perché non ne facciamo una versione femminile e lo ribattezziamo ‘Anna‘?”.

Che sarebbe stata lei la protagonista della serata, lo si era capito molto presto. Al primo annuncio del suo nome, il pubblico in sala era scoppiato in un coro entusiastico di “Lina, Lina, Lina!”.

A lei la statuetta l’hanno consegnata per ultima, dopo i premi alla carriera andati a David Lynch (Blue Velvet, Mulholland Drive ecc.) e a Wes Studi, il primo nativo americano a ricevere un Oscar.

Quando Sofia Loren è salita sul palco per presentarla, la serata ha assunto una carica del tutto peculiare: “Lina, sono venuta per te – ha detto Sofia – per abbracciarti e per baciarti. Era tanto tempo che non ti vedevo, e stai benissimo, brava, brava!”, ha detto la Loren in italiano.

Dopodiché, in inglese: “Il primo film che abbiamo fatto insieme è stato un po’ più di 40 anni fa, ma gli aggettivi per descrivere Lina sono gli stessi: appassionata, giocherellona, onesta e brillante. Quando la incontri capisci subito che sei davanti a una regista incredibile, ma anche a una donna indimenticabile, un’artista che ha fatto storia essendo se stessa”.

Si diceva degli indimenticabili film di Lina Wertmüller (Roma, 1928).

Basterebbe citare “Travolti da un insolito destino nell’azzuro mare d’agosto“: la lotta di classe tra una sciura milanese snob e con la puzza sotto il naso e un marinaio siciliano e comunista. Meravigliosi i due interpreti: una radiosa Mariangela Melato e un formidabile Giancarlo Giannini.

Lina Wertmuller photographed by Mattia Zoppellaro at her home in Rome on February 14, 2018 for Variety.

E ancora, “Mimì metallurgico ferito nell’onore“: anche qui un Giancarlo Giannini da antologia, lui milanese, nei panni di un sottoproletario siciliano costretto a scappare al nord e alla fine travolto dalle logiche perverse della sua Sicilia.

E va citato assolutamente anche “Pasqualino Settebellezze“: protagonista ancora lui, l’attore feticcio della Wertmüller, Giancarlo Giannini. La “morale” del film? Per sopravvivere si arriva a fare di tutto.

Un grande Oscar per una grande italiana.

Adriano

Lettore onnivoro e disordinato. Giornalista di cronaca locale e di tutto un po'. Scrivere è come una droga, ma almeno per quello non ti arrestano.

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