Dopo la notizia del cane infetto di Hong Kong non c’è voluto molto perché la psicosi si insinuasse nei proprietari di animali domestici. Non si vuole certo fare di tutta l’erba un fascio ma sta di fatto che il numero dei cani e dei gatti abbandonati senza scrupolo è in aumento.
L’OIE (Organizzazione Mondiale per la salute degli Animali) dice: “Ad oggi, non ci sono prove che gli animali da compagnia possano diffondere la malattia. Pertanto, non esiste alcuna giustificazione nell’adozione di misure contro gli animali da compagnia che possano comprometterne il benessere”. La diffusione del Coronavirus “è il risultato della trasmissione da uomo a uomo”. E raccomanda di non prendere drastiche misure ingiustificate.
La situazione sta diventando talmente allarmante che la Croce Rossa Italiana – Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale e l’Ordine dei Medici Veterinari hanno dato il via ad una campagna di sensibilizzazione lanciando l’hashtag: #NOINONSIAMOCONTAGIOSI.
Non ci sono segnalazioni di animali da compagnia ammalati di COVID-19 e non ci sono nemmeno prove che gli animali abbiano un ruolo epidemiologico significativo. E’ bene tuttavia che chi abbia contratto il virus limiti i contatti con l’animale domestico al pari di come li limiterebbe con un umano. Le classiche pratiche igieniche sono sempre raccomandate, indossando possibilmente una mascherina:
Se si sospetta che il virus abbia contagiato l’animale, attraverso il canale veterinario deve essere segnalato alla OIE, che ha attivato un Advisory Group per COVID-19/Animali.
E’ altrettanto importante che, laddove si abbiano i sintomi di un sospetto contagio, non li si nasconda per timore che nessuno possa occuparsi del proprio animale da compagnia. Anche in questo caso basta contattare le Autorità competenti. Si occuperanno del nostro amico a quattro zampe nel modo migliore.