La stevia: che cos’è e come si usa. La stevia (S.rebaudiana) è una pianta originaria del Sud America. Prende il nome scientifico dallo scopritore della sua efficacia edulcorante, ovvero un tale Rebaudi.
La rebaudiana, in effetti, è l’unica delle 150 specie di stevia a possedere notevoli proprietà dolcificanti. Le foglie della stevia rebaudiana contengono infatti dei composti che le danno un potere dolcificante superiore di svariati ordini di grandezza a quello del saccarosio.
Negli ultimi tempi va detto che la stevia non ha goduto di buona stampa. Si dice infatti che possa essere cangerogena.
Secondo l’Efsa, però, l’Agenzia europea per la sicurezza degli alimenti, i glucosidi steviolici contenuti nelle foglie di questa pianta “non sono sostanze genotossiche, né cancerogene, né collegate a effetti avversi sul sistema riproduttivo umano o nei bambini in fase di crescita”.
Detto questo, tuttavia, la stessa Efas raccomanda una dose giornaliera non superiore a 4 milligrammi per ogni chilo di peso corporeo.
Più in generale, un uso razionale e moderato di questo dolcificante non pare abbia controindicazioni significative, al punto che può essere consumata anche dai bambini e dalle donne incinte.
Il consiglio, come si sarà capito da quanto abbiamo detto fin qui, è di non esagerare, in particolare di non superare la dose massima giornaliera indicata sopra, ovvero i quattro milligrammi per chilo di peso. Se se ne consuma di più, infatti, possono verificarsi effetti spiacevoli, come ad esempio ipoglicemia e ipotensione.
Se ti viene la curiosità di sapere se un prodotto contiene questo dolcificante, sappi che la sigla dei glucosidi steviolici è E 960.
Usare la stevia come edulcorante (con le avvertenze di cui sopra) è una eccellente alternativa rispetto allo zucchero industriale. Questo perché, in genere, non apporta calorie e non altera la glicemia, il che ne fa una scelta indicata per chi soffre di diabete.
L’unica nota un po’ così riguarda il suo retrogusto di liquirizia, che può non piacere a tutti e che in ogni caso può alterare il sapore di cibi o bevande.