In una recente intervista a Vanity Fair Isabella Ferrari, classe 1964, parla per la prima volta della grave malattia che l’ha duramente provata in questi ultimi anni.
L’inizio è drammatico. Succede che una mattina l’attrice si sveglia e non riesce più a muovere le gambe.
A quel punto tutto evolve molto in fretta, anzi, precipita. Comincia il calvario delle visite dai vari dottori e delle diagnosi che si contraddicono a vicenda.
Una storia che per la Ferrari si ripete non solo in Italia, ma anche all’estero. L’attrice manda perfino il suo sangue negli Stati Uniti, per farlo analizzare.
A un certo punto arrivano dei dolori fortissimi, lancinanti. È necessario sottoporsi a una “cura” (solo sintomatica, però) di cortisone.
Una notte, era il 2 giugno, la ricoverano d’urgenza in un ospedale romano. Lì avviene l’incontro col medico più importante, quello che finalmente le dà la diagnosi giusta. Che però non è affatto buona.
Isabella ferrari si rifiuta di dire il nome della patologia a Vanity Fair, perché ricorda come ha reagito lei all’annuncio, ovvero precipitandosi su internet e cadendo preda dell’angoscia e dello spavento nel leggere le caratteristiche della sua malattia.
La terapia suggerita dal dottore è pesante e anche pericolosa e può funzionare solo in una percentuale dei casi.
L’attrice decide di non seguirla e parte per Pantelleria. Isabella va avanti a cortisone e si sente davvero bene, ma poi le cose precipitano e l’attrice è costretta a rientrare a Roma per cominciare la cura.
“Ogni mattina, per due anni, sono andata in quell’ospedale”, ricorda Isabella Ferrari. Alla fine la sua voglia di combattere e di vivere sono state più forti della malattia e l’attrice ne è uscita.
Ma è stata durissima. La lezione che ne ha ricavato è presto detta: “Non devi aver paura di morire, perché quella che ti frega è la paura di vivere”.