Close up of pile of ripe cherries with stalks and leaves. Large collection of fresh red cherries. Ripe cherries background
È diventato il caso italiano per eccellenza quello delle ciliegie: crescono i prezzi dalla benzina agli alimenti, ma nessuno ha, per fortuna, ancora toccato il record di questi deliziosi frutti che in Lombardia hanno sfiorato i 18 euro al chilo.
A diramare la notizia è la Coldiretti Puglia, che rileva una sperequazione inquietante: a Milano, la varietà Ferrovia ha raggiunto il costo al dettaglio di 17.90 euro per Kg, quando l’azienda produttrice le vende ad una cifra compresa tra 1.80 e 3 auro. Di conseguenza, l’associazione ha invitato i consumatori del Nord a segnalare casi simili, ove presenti in altre città.
Gli aumenti, infatti, mettono a dura prova il mercato ortofrutticolo, penalizzandolo.
Ma cosa sta succedendo davvero? Facciamo chiarezza.
Sono molte le ragioni che hanno comportato aumenti esponenziali sui prezzi degli alimenti.
In particolare il caso delle ciliegie pugliesi ha preoccupato non poco i consumatori.
La situazione geopolitica mondiale in primis, ha accresciuto a dismisura il costo del carburante. I mezzi di trasporto che partono dal Sud Italia per distribuire i prodotti sul resto del territorio hanno visto crescere la spesa per gasolio e benzina, con rincari sensibili. Non solo, anche i macchinari di raccolta funzionano grazie al petrolio!
Inoltre manca la manodopera. Il caldo dell’ultimo periodo ha permesso una maturazione precoce, ma mancano i raccoglitori. In media, nel periodo estivo, è necessaria la presenza di 15mila lavoratori sul campo, ma attualmente questa forza non è ancora pienamente attiva.
I fertilizzanti costano molto di più rispetto all’anno scorso (+170%), lo stesso discorso vale per gli imballaggi.
Infine, i cambiamenti climatici mettono a rischio l’eccellenza della frutta e della verdura italiana, facendo impennare la spesa media mensile delle famiglie.
Se a questo panorama poco sereno, aggiungete il fatto ce le cimici asiatiche stanno invadendo i campi e compromettendo seriamente i raccolti, il quadro risulta più chiaro.
Certo non è consolante per nulla, ma era doveroso divulgare le ragioni per chiarezza informativa.