Salute e Benessere

I farmaci per la pressione favoriscono davvero il coronavirus? Ecco come stanno le cose

I farmaci per la pressione favoriscono davvero il coronavirus? Ecco come stanno le cose.

In questi giorni convulsi sul web circolano le notizie più strane e disparate. Alcune sono credibili, altre meno. Tra queste anche quella secondo la quale i farmaci per la pressione alta e l’ibuprofene potrebbero in qualche modo facilitare il “lavoro” del virus, rendendo chi li prende più suscettibile al Covid-19.

Cerchiamo di capirne di più e anche di spiegare perché non è consigliabile sospendere le cure per l’ipertensione.

Nel nostro Paese una persona su tre soffre di pressione alta e sono quindi moltissimi quanti sono costretti a prender medicinali tutti i giorni per tenerla sotto controllo.

I farmaci per la pressione favoriscono davvero il coronavirus? Ecco come stanno le cose

Ora, negli ultimi giorni si è diffusa la notizia secondo la quale ACE inibitori e sartani potrebbero favorire il Coronavirus.

Si dice in altre parole che assumerli potrebbe aumentare il rischio di ammalarsi gravemente a causa del coronavirus. Chiaro che la cosa ha messo in allarme i quasi venti milioni di italiani che li prendono. E ha pure indotto i cardiologi a intervenire per fare chiarezza sulla delicata faccenda.

L’opinione degli specialisti è presto detta: che i farmaci per la pressione alta favoriscano il Coronavirus al momento è soltanto un’ipotesi e non deve indurre in alcun modo gli ipertesi a smettere la loro terapia.

Insomma: Coronavirus o non Coronavirus, la cura contro l’ipertensione non può e non deve essere sospesa, affermano i medici. La ragione principale è che il legame farmaci antipertensivi-Covid-19 è tutto da dimostrare, ma c’è anche la considerazione che questo sarebbe di sicuro il peggior momento in assoluto per finire ricoverati in ospedale a causa di un “incidente” cardiovascolare (infarto, ictus).

I farmaci per la pressione favoriscono davvero il coronavirus?

Pare che tutto sia nato da un articolo pubblicato sulla rivista Nature reviews cardiology in cui, mettendo insieme dati già noti in letteratura, l’autore rileva come l’uso di inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori) determinerebbe una sovrapproduzione di una proteina (la ACE2) che il virus sfrutterebbe per insinuarsi nel cuore e nei polmoni. Secondo questo studio questo succederebbe anche coi sartani.

Va sottolineato che si tratta di una pura ipotesi, perché ancora nessuno ha dimostrato che questo succeda effettivamente nella realtà e che quindi le persone ipertese avrebbero più possibilità di ammalarsi rispetto alle altre.

Potrebbe anche essere, più semplicemente, che il virus possa essere favorito da una condizione di salute non ottimale, come è appunto quella degli ipertesi.

Circa l’ibuprofene (un antinfiammatorio non steroideo), poi, L’Autorità europea per la sicurezza dei farmaci (Ema) con un comunicato ha dichiarato che al momento non ci sono prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia Covid-19.

Giorgia

In tasca una laurea in scienze dell'alimentazione, sulle dita una gran passione per la scrittura. Mi interessano in modo particolare i temi del riciclo e del fai da te, ma mi piace scrivere di qualunque argomento, purché sia curioso e coinvolgente. e mi piacciono la fotografia e i viaggi.

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