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Coltivare l’orto senz’acqua: scopri assieme a noi come fare

Coltivare l’orto senz’acqua: scopri come

Coltivare l’orto senz’acqua. Scopri come. La natura spesso ci insegna come sfruttare al meglio risorse scarse (che poi è anche il problema fondamentale dell’economia). Tra le risorse scarse c’è l’acqua, anche se a noi può non sembrare.

 

Mai sentito parlare del “global warming”? Ebbene, il riscaldamento globale e le cattive pratiche dell’agricoltura “normale”, quella intensiva, stanno provocando un aumento della superficie dei deserti proprio adesso, praticamente sotto i nostri occhi.

Guerre per l’acqua?

Secondo molti esperti di geopolitica le prossime guerre, soprattutto in Medio Oriente, si combatteranno per l’acqua, non più (o non solo) per il petrolio. Alcuni sostengono che già ora siano in atto conflitti per l’acqua, altri invece sostengono che non c’è prova di questo.

Il bello è che sia nell’un caso che nell’altro la fonte di riferimento è sempre quella, l’Unesco.

Ma torniamo a bomba. C’è qualcosa che anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare per contrastare questa deriva micidiale o semplicemente per adattarci a un mondo che cambia? Ebbene sì: possiamo adottare le tecniche proprie della cosiddetta “aridocoltura”.

Si tratta di applicare una serie di accorgimenti che permettano di coltivare quasi senz’acqua e in modo naturale e biologico.

Un esempio di come questi metodi possono funzionare lo si può vedere nel progetto “Fruiting The Desert”, che è portato avanti con successo nel Senegal settentrionale, in un’area desertica in cui piove solo tre mesi all’anno.

Coltivare l’orto senz’acqua: l’aridocoltura

Con la definizione di aridocoltura si intende l’insieme delle pratiche agricole pensate per i climi aridi e i suoli impoveriti.

Alcune di questi “trucchi” sono antichi come il mondo e sono adottati ancora oggi, per esempio, in alcune vecchissime oasi del Marocco. La novità, oggi, è che queste pratiche antiche vengono studiate in modo scientifico e si cerca di replicarle anche in altre parti del mondo.

Sì, ma come?

Chiaramente non è possibile coltivare l’orto senza una minima quantità di acqua, ma l’aridocoltura permette di adoperarne pochissima.

Nei deserti gli orti devono essere piccoli, non più di mille metri quadrati. La cosa fondamentale è evitare che l’acqua evapori: sole e vento, infatti, asciugano la terra.

La pacciamatura

Un modo per evitare che l’acqua che usiamo per annaffiare l’orto non evapori è la pacciamatura, che consiste nel coprire il suolo con uno strato che può essere fatto di paglia, fieno, cartone, sassi, ramaglie o quello che c’è disponibile. Chiaro che usare materiale organico è l’ottimo.

Di regola il pacciame deve essere di almeno venti centimetri di spessore: in questo modo l’acqua che usiamo per annaffiare o quella di rugiada non evapora più.

Ombreggiare

Un altro modo per limitare l’evaporazione di acqua dalle foglie è ombreggiare. L’ombra di una pianta viva restituisce umidità all’aria.

A questo scopo è buona cosa piantare delle siepi di alberi e arbusti tutto intorno all’orto o al campo: questo serve essenzialmente a riparare dal vento e a dare ombra.

Si coltiva il suolo, non le piante

Coltivare il suolo e non le piante vuol dire comprendere che sono i microrganismi stessi presenti nel terreno a svolgere il compito basilare di trattenere l’acqua del loro ambiente. Aumentare anche solo dell’un per cento la componente organica del suolo permette di raccogliere fino a 150 metri cubi di acqua per ogni ettaro.

 

Giorgia

In tasca una laurea in scienze dell'alimentazione, sulle dita una gran passione per la scrittura. Mi interessano in modo particolare i temi del riciclo e del fai da te, ma mi piace scrivere di qualunque argomento, purché sia curioso e coinvolgente. e mi piacciono la fotografia e i viaggi.

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