Può succedere che quando si è a dieta si abbia un’improvvisa voglia di cioccolato. Che fare? Respingere il solo pensiero come “peccaminoso”? Ma niente affatto. La risposta, come quasi sempre nella vita vera, è “dipende”.
Perché il cioccolato non è tutto uguale. Ma che cosa intendiamo per “cioccolato”? Il cioccolato per definizione deve essere fatto da granelli di cacao, cacao in polvere, cacao magro, saccarosio e burro di cacao. Le percentuali in cui sono presenti nel mix questi ingredienti occorre che siano indicate con precisione nell’etichetta.
Il cioccolato al latte deve contenere cacao in una percentuale uguale o superiore al 25 per cento. Quello bianco (che però tecnicamente non è cioccolato) non contiene cacao, ma burro di cacao, zucchero e derivati del latte.
Quello ruby si chiama così per via della sua colorazione rosacea. Questa non è dovuta all’impiego di coloranti, come credono molti, ma è del tutto naturale, anche se non si sa esattamente come venga fuori nel processo di lavorazione.
Al momento, infatti, questo tipo particolare di cioccolato è prodotto solo da un’azienda, la quale tiene per sé, ovviamente, i segreti di fabbricazione.
Il cioccolato fondente è indubbiamente quello più sano e si può classificare in tre tipi: classico con un contenuto di pasta di cacao dal 55 al 70 per cento; extra fondente, con percentuale tra il 70 e l’85 per cento; fondente extra amaro, con percentuale di pasta di cacao tra l’85 e il 90 per cento.
Più è elevata la percentuale di pasta di cacao, meno zucchero c’è e più il cioccolato è adatto anche a un regime dietetico. Certo, bisogna sempre tenere presente che il cioccolato fondente apporta circa 500 calorie ogni cento grammi: questo vuol dire che bisognerà consumarlo in misura molto, ma molto limitata. In termini pratici, questo significa non più di uno scacchetto al giorno.
Chiaro poi che se uno non è a dieta, la quantità può aumentare, ma sempre senza esagerare.
Contiene teobromina e caffeina, che troviamo anche nel tè e nel caffè. Ma anche precursori della serotonina come triptofano e fenilalanina. Ma non solo: nel cacao si trovano anche preziosi antiossidenti, come polifenoli, catechine, antocianine e proantocianinine.
Si tratta di sostanze tutte presenti già nelle fave del cacao. Il cioccolato crudo di solito non prevedela fase della tostatura, questo fasì che l’aroma sia più delicato, l’acidità più evidente e che siano meglio preservati certi micronutrienti come minerali e vitamine.