Il cardamomo è una spezia originaria dell’India, molto conosciuta anche alle nostre latitudini.
Il suo aroma è dolce, il sapore è amarognolo e leggermente canforato.
In cucina è utilizzato soprattutto per aromatizzare infusi, carni e formaggi o in infusi.
Le sue molteplici proprietà sono da sempre sfruttate in fitoterapia.
Scopriamole insieme.
Il cardamomo detiene numerose virtù terapeutiche, note da secoli.
Contiene infatti:
Agisce come antibatterico naturale, funge da diuretico e aiuta a regolarizzare la pressione sanguigna.
Non solo, gli oli essenziali presenti sollevano dai malesseri all’apparato digerente, come nausea e costipazione e agevola il lavoro epatico.
Inoltre, risulta benefico per bronchi e polmoni, comportandosi come espettorante.
Ha, infine, un effetto tonico sul sistema nervoso.
Viene utilizzato anche per coprire sapori o odori spiacevoli nelle preparazioni farmaceutiche.
Frutto, semi e olio essenziali sono le parti utilizzate in fitoterapia e in cucina a scopi terapeutici o aromatici.
Nelle ricette culinarie, impreziosisce piatti di carne, dolci al cucchiaio o da forno, macedonie, risotti, verdure, formaggi e lievitati.
In erboristica, è consigliato in caso di indigestione, flatulenza, nausea, vomito, ma anche in presenza di bronchite. Inoltre, può alleviare il fastidio da puntura di insetto. Il suo potere scaldante lo rende ideale ai primi freddi in infuso.
Normalmente è reperibile in drogheria e in supermercati ben forniti.
Non si rilevano problematiche di specie legate al consumo di cardamomo, salvo in caso di ipersensibilità individuale ai singoli componenti.
Con il cardamomo è possibile preparare:
Esiste, infine, un particolare tè riscaldante adatto a risolvere bronchiti, asma, tosse e quella sensazione di freddo cronico che alcuni soggetti sensibili provano durante la stagione invernale in particolare. Per realizzarlo dobbiamo disporre di:
Mettiamo tutti gli ingredienti in un tegamino con mezzo litro di acqua, portiamo a ebollizione e facciamo sobbollire per mezz’ora.
Filtriamo e assaporiamo durante la giornata.
Il cardamomo è un esaltatore di sapori dolci e amari. Sovente, in Medio Oriente, viene utilizzato per profumare il caffè. In Europa si è diffuso l’impiego di cardamomo come insaporitore di formaggi, brodi vegetali o animali, dolci come budini, biscotti e gelati. Si fa apprezzare anche sulle verdure e sui legumi soprattutto.
Il cardamomo, in gergo tecnico Elettaria Cardamomum, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Zingiberacee che cresce spontaneamente in Sri Lanka e in India, ad un’altezza compresa tra i 750 e i 1,500 metri.
Ha una radice carnosa da cui si sviluppano numerosi steli verdi e lisci. Presenta foglie oblunghe e fiori raccolti in spighe di colore biancastro. I frutti sono capsule ovali e vanno raccolti tra settembre e dicembre, prima della maturazione.
Esistono due varietà:
Noto fin dall’antichità in India, è tra le spezie più costose. In Europa il suo utilizzo si è diffuso attraverso le vie carovaniere. Greci e Romani lo impiegavano per la realizzazione di profumi e per combattere l’alitosi.
I frutti lasciati maturare spontaneamente sulla pianta e non raccolti per tempo, possono farla esplodere.
Una volta prelevate, le capsule di cardamomo vanno essiccate al sole, disposte su vassoi.
N.B: Prima di assumere qualsiasi rimedio naturale è sempre bene rivolgersi al proprio medico di fiducia.
Per tutte le informazioni su come essiccare le erbe basterà cliccare QUI
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