La cannella è una spezia molto apprezzata in cucina per la preparazione di ricette dolci o salata.
Abbiamo approfondito l’argomento in un precedente articolo (cliccate qui per maggiori informazioni). In questa sede, vogliamo approfondire le sue proprietà olistiche, per poter sfruttare al meglio i benefici che ne derivano.
Vediamo insieme ogni dettaglio.
La cannella proviene dalla corteccia dell’albero di cannella (Cinnamomun verum) e appartiene alla famiglia delle Lauracee.
È originaria dello Sri Lanka, ma si è diffusa rapidamente nel Medio Oriente, prova ne è il fatto che era già utilizzata nell’antico Egitto.
Il suo sapore è pungente e aromatico, grazie alla presenza di oli essenziali preziosi per la nostra salute: cinnamaldeide, eugenolo, linalolo, cineolo.
La loro sinergia la rende idonea ad attenuare i problemi relativi all’apparato digerente, con azione carminativa. Contiene le turbe digestive come coliche, gas intestinali, diarrea, nausea.
Inoltre contiene:
Da questo si desume che rilascia molti principi attivi benefici per l’organismo.
Gli antiossidanti presenti contrastano l’attacco dei radicali liberi, abbassando il rischio di malattie neurodegenerative. Ha un’azione antimicrobica e antinfiammatoria.
È un antisettico naturale che può alleviare i sintomi di raffreddamento e i dolori faringei.
Contribuisce a regolare glicemia e colesterolemia, migliorando il sistema cardiocircolatorio. Ma non solo.
C’è chi attribuisce potere dimagrante alla cannella, perché aumenta la termogenesi e tiene a bada i picchi glicemici. Ricordiamo, però, che per una diminuzione del peso corporeo è necessario in primis, diminuire l’introito calorico giornaliero in modo da creare un deficit tra quanto consumato e quanto introdotto.
La cannella se assunta in dosi contenute (un massimo di 3 grammi al giorno) non ha effetti collaterali. Un consumo eccessivo può causare reazioni allergiche e infiammazioni alle mucose. Contiene cumarina, una sostanza potenzialmente tossica per reni e fegato ed è sconsigliata in gravidanza. Essendo un ipoglicemizzante, va utilizzata con cautela nei soggetti sensibili.
La cannella si ottiene dalla corteccia di un alberello sempreverde. Dopo essere liberata dal sughero, viene affettata e arrotolata nelle classiche stecche che conosciamo, infine viene essiccata.
La pianta da cui proviene può raggiungere un’altezza di 15 metri. Presenta fiori bianchi e foglie molto grandi, ovali.
Ne esistono di due specie:
Si raccoglie in primavera e in autunno.
La cannella può essere commercializzata pura, in stecche o in polvere. Conserviamola in barattoli a chiusura ermetica, lontano da fonti di luce e di calore.
In questa versione, trova ampio uso in cucina per preparazioni dolci o salate (vi rimandiamo all’articolo di approfondimento), ma anche per la realizzazione di un infuso benefico di cui parleremo più avanti.
In erboristica, è diffuso l’olio essenziale che si ottiene però dalle foglie e dai rami, per distillazione in corrente di vapore. Possiamo introdurlo nelle ricette con lo stesso principio della preparazione in polvere o in stecca, oppure per massaggi diluito in olio di mandorle.
La cannella esplica un’attività antinfiammatoria utile per sollevare dai sintomi influenzali quali il mal di gola, il raffreddamento, la congestione nasale.
Portiamo a bollore una tazza di acqua, poi lasciamo in infusione 2 stecche di cannella o 3 grammi di cannella in polvere per 5 minuti. Filtriamo e dolcifichiamo, se necessario, con miele di tiglio.
Assumiamo l’infuso la sera per godere delle sue proprietà sudorifere, riscaldanti e antipiretiche.
Oltre a questa tisana, la cannella si combina in numerose altre preparazioni erboristiche come ingrediente essenziale per il nostro benessere.
La cannella, anticamente, era ritenuta sacra ed è presente nella bibliografia classica. Ovidio, nelle Metamorfosi, la ricollega all’Araba Fenice, che costruiva il suo nido su stecche di cannella.
Nella Bibbia è citata come “spezia dei re”, fama che la accompagnò per tutto il Medioevo, periodo durante il quale veniva portata in dono ai regnanti come conferma del lignaggio aristocratico e come riconoscimento del loro potere.
Nostradamus, nel Rinascimento, la annovera tra gli ingredienti necessari alla preparazione di filtri d’amore.
N.B: Prima di assumere qualsiasi rimedio naturale è sempre bene rivolgersi al proprio medico di fiducia.
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