Alcuni trucchi psicologici per superare l’ansia e l’isolamento da Coronavirus.
Fino a ieri eravamo tutti convinti che certe esperienze appartenessero solo ai film o ai romanzi di fantascienza o fantasy, quelli distopici però: più “Blade Runner” che “Guerre stellari”, più “La guerra dei mondi” che “Il signore degli anelli”.
Beh, adesso in quella realtà surreale e spaventosa ci siamo in mezzo e quel che è peggio non abbiamo la minima idea di quando finirà. L’unica certezza è che, quando finirà, il Coronavirus si sarà portato via troppe persone: padri, madri, fratelli, mariti, amici, colleghi.
Stare chiusi in casa per non dare alimento al virus è l’unica strada per non esserne sommersi, questo ci dice la scienza migliore e questo stanno cercando di fare praticamente tutti i Paesi: la Cina per prima (e pare ne sia uscita), poi noi, poi la Francia, la Spagna, la Germania…
L’unica strada, si diceva, ma è una strada complicata e alla lunga pesante dal punto di vista psicologico.
Per gente come noi, abituata a scendere in strada a ogni ora, abituata al contatto fisico, ai baci, agli abbracci, alle pacche sulle spalle, non poter uscire e le rare volte che si può dover stare a distanza di sicurezza dagli altri, è dura.
I sentimenti prevalenti, in questi lunghi giorni di reclusione domiciliare, possono essere l’incertezza e la paura. Molti non possono fare a meno di anticipare nella mente quel che potrebbe succedere: “Sarò contagiato? Lo sarà qualcuno della mia famiglia?”, “Mi licenzieranno e non potrò pagare il mutuo…”.
E poi c’è la frustrazione che deriva dal non potersi muovere a piacimento, la rabbia per l’impossibilità di condurre la nostra vita come al solito. E anche, chiaro, noia e scoraggiamento.
Va un po’ meglio, è naturale, per chi può lavorare da casa: come prima, anche adesso queste persone possono gestirsi i tempi come vogliono e non sono certo costrette ad alzarsi all’alba. Lavorare da casa offre anche più tempo libero, quindi anche più occasioni per pensare e riflettere. Il che può essere un bene, ma anche un male, per i motivi di cui sopra.
Premesso che la situazione è del tutto inedita ed eccezionale e che non ci sono formule magiche, qui di seguito ti proponiamo alcuni consigli che forse ti potranno essere utili.
Una prima regola può essere di non reprimere mai i nostri sentimenti: se non li esprimiamo, gli altri non possono aiutarci e tutti abbiamo bisogno dell’aiuto altrui in questa situazione.
crearsi una routine e seguirla con scrupolo; le routine ci aiutano a non pensare e a concentrarci su quel che dobbiamo fare qui e ora;
fare cose per le quali “prima” non avevamo mai tempo: leggere, imparare una lingua straniera, far pratica con la chitarra, vedere film e serie tv, la lista è praticamente infinita;
dato che la tecnologia moderna ci offre svariati strumenti di comunicazione, sfruttarli per tenerci in contatto con gli amici: attraverso Whatsapp, Facebook, email, telefonate, video-chiamate e quant’altro;
cercare angoli della nostra casa in cui poterci isolare e restare coi nostri pensieri, perché alla lunga la convivenza forzata con gli altri può dare sui nervi;
ottima cosa, infine, è trovare il modo di fare esercizio fisico al chiuso (o sul balcone, o, meglio ancora, se ce l’avete, in giardino): fa bene all’umore e anche al sistema immunitario.
Buona fortuna a tutti!