A 24 anni costruisce una macchina con pezzi di scarto e rifiuti, adatta anche ai disabili. Lui si chiama Emmanuel Alieu Mansaray e abita in Sierra Leone, Africa occidentale.
Ha solo 24 anni ed è l’ennesima dimostrazione che buone idee ed entusiasmo non hanno confini. E anche del fatto che molto spesso è la necessità ad essere la madre delle invenzioni.
Emmanuel ha un grande amore per la geologia e per questo frequenta il Fourah Bay College all’Università della Sierra Leone; ma la geologia non esaurisce il ventaglio delle sue passioni: fin da piccolo ha sempre avuto un cervello perennemente in ebollizione e uno dei suoi obiettivi è contribuire nel suo piccolo all’innovazione, soprattutto in termini di compatibilità ambientale.
La sua ultima invenzione, l’ha chiamata “Imagination Car”, è un’automobile davvero sui generis, nel senso che non ce n’è un’altra uguale. E non potrebbe essere altrimenti, dato che Emmanuel l’ha costruita con le sue mani interamente con materiali di scarto e rifiuti vari.
Insomma, non ha usato materiali nuovi e quindi questo suo progetto è un esempio di mobilità sostenibile e riciclabile.
La macchina è elettrica. Il suo piccolo motore è infatti alimentato dall’energia prodotta da un pannello solare collocato sul tetto della vetturetta.
Non pago di non aver usato un classico (e inquinante) motore a scoppio, il ragazzo ha anche pensato alle persone con problemi motori e ha realizzato il volante in modo tale che queste persone possano guidare da sole la sua macchinetta.
Ma lasciamo descrivere la sua creazione allo stesso Emmanuel: “La Imagination Car impiega l’energia solare per funzionare. Questo aiuta a rendere l’atmosfera più pulita, riducendo così il rischio delle emissioni, che causano problemi e malattie a migliaia di persone in tutto il mondo. Alcune persone disabili hanno auto che non possono guidare, a meno che non abbiano persone che le guidino, perché i loro piedi non arrivano alla frizione, al freno e all’acceleratore. Nella mia Imagination Car tutti questi comandi sono sullo sterzo!”.