Alcuni semplici trucchi per attirare le lucciole nel tuo giardino
Alcuni semplici trucchi per attirare le lucciole nel tuo giardino. Le lucciole. Pier Paolo Pasolini ne fece una potente metafora in un celebre articolo pubblicato il primo febbraio del 1975 sul Corriere della sera (pubblicato poi negli Scritti corsari).

La scomparsa delle lucciole come metafora delle “cose orribili” che si erano consumate in Italia dal 1969 in poi (piazza Fontana, la strategia della tensione, il regime democristiano).
Le lucciole come immagine di un’Italia scomparsa e irrevocabile, mortificata dal potere e da una “modernità” troppo rapida per poter essere metabolizzata, in un Paese culturalmente ancora agrario e tradizionale.
Una metafora poi ripresa da Leonardo Sciascia, come omaggio a Pasolini: “Con Pasolini. Per Pasolini”. Le lucciole erano tornate, scriverà il grande siciliano ne “L’affaire Moro”, ma le “cose orribili” erano ancora tutte lì, come dimostrava per l’appunto la tragica e oscura vicenda del presidente della Dc (16 marzo – 9 maggio 1978).
Fuor di metafora: voliamo più basso
Scusate, le lucciole richiamano in noi queste lontane suggestioni, ma da qui in poi voleremo infinitamente più basso. Il tema dell’articolo, infatti, è come attirare questi meravigliosi insetti nei nostri giardini.
Va detto, peraltro, che la minaccia alla sopravvivenza di questi animaletti foto-luminescenti non è affatto scongiurata: l’inquinamento da pesticidi e la distruzione del loro habitat naturale sono infatti ancora lì.
Alcuni semplici trucchi per attirare le lucciole nel nostro giardino
Che cosa possiamo fare, nel nostro piccolo, per invertire la tendenza?
Beh, intanto cercare di ridurre l’uso dei pesticidi. E in secondo luogo evitare di raccogliere le lucciole per puro divertimento.
Poi si dovrebbe mantenere i nostri giardini per lo al buio, spegnendo le luci fuori casa e tenendo accostate le persiane. Loro amano l’oscurità, soprattutto per l’accoppiamento e la riproduzione.
Sarebbe anche bene piantare alberi (sono molto indicati i pini) e erbe autoctone per restituire loro l’habitat perduto. Bisognerebbe anche evitare di falciare troppo l’erba.
E naturalmente bisognerebbe anche limitare al massimo (o eliminare, se possibile) l’uso di prodotti chimici e pesticidi per il prato.