Una proteina potrebbe invertire la perdita di memoria connessa all’età

Una proteina potrebbe invertire la perdita di memoria connessa all’età

L’esercizio fisico è importante per il nostro organismo, e questo a ogni età. Ora una nuova ricerca mostra come in effetti l’attività fisica possa addirittura rallentare il declino cognitivo connesso all’età che avanza.

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I ricercatori hanno studiato il cervello di topi giovani e quello di topi anziani. Alcune di queste cavie avevano la possibilità di fare esercizio con una ruota nella loro gabbia, le altre no. Il team di studiosi ha trovato che tra i due gruppi c’erano differenze in un’area del cervello che si chiama ippocampo e che è importante per l’apprendimento e la memoria.

I topi più anziani e più attivi fisicamente avevano più neuroni nell’ippocampo e commettevano meno errori nell’apprendimento e negli esercizi di memoria.

Gli scienziati a quel punto hanno iniettato il plasma dei topi che si mostravano più in gamba  nel sistema dei topi più anziani e meno attivi: come si sospettava, s’è visto che così facendo c’era un miglioramento delle performance.

Gli studiosi hanno collegato i miglioramenti delle prestazioni cognitive nei topi meno attivi a una proteina chiamata GPLD1.

In effetti, trattati col gene per la GPLD1, i topi più anziani hanno mostrato performance simili a quelle dei topi più attivi e anche una crescita del numero di neuroni.

Il team a questo punto ha anche indagato sugli esseri umani e ha trovato che le persone anziane che si mostrano più attive hanno livelli di GPDD1 più elevati rispetto alle persone meno attive e sedentarie.

Poiché questa proteina viene prodotta dal fegato, sono però necessarie ulteriori ricerche per vedere come possa funzionare nel cervello.

Questo filone di studi col tempo potrebbe condurre a nuove terapie contro il declino cerebrale connesso all’età avanzata e senile.