Coronavirus, dati positivi dai test preclinici.
Secondo quanto riferisce l’agenzia Ansa, sarebbero “positivi e incoraggianti” i risultati dei primi test preclinici cui sono sottoposti in questi giorni cinque vaccini contro il coronavirus prodotti nel nostro Paese dall’azienda farmaceutica Takis.
Pare che in questi test preclinici si sia verificata una “forte produzione di anticorpi”.
Coronavirus, dati positivi dai test preclinici
Lo ha riferito all’Ansa l’amministratore delegato dell’azienda, Luigi Aurisicchio. “Dopo il primo esperimento – ha detto – e con una singola somministrazione abbiamo riscontrato un forte titolo anticorpale”.
Tutti e 5 i vaccini sottoposti a sperimentazione sono stati progettati per contrastare la principale arma che il virus adopera per invadere le cellule, la proteina spike (il nome deriva dalla caratteristica forma a punta che si può notare nelle immagini al microscopio elettronico del coronavirus).
Questi vaccini – come tutti i vaccini del resto – si basano su frammenti del materiale genetico del virus che corrispondono a diverse regioni della proteina.
Vengono somministrati con una tecnica chiamata elettroporazione, che consiste in un’iniezione intramuscolo seguita da un brevissimo impulso elettrico che agevola l’ingresso del vaccino nelle cellule e attiva il sistema immunitario.
Aurisicchio ha precisato infine che dei cinque vaccini in corso di sperimentazione al momento sono due quelli che sembrano più promettenti.
Allargando lo sguardo a livello globale, intanto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità fa sapere che al 20 marzo erano almeno 20 i vaccini anti-coronavirus in corso di sperimentazione in giro per il mondo.
La cosa straordinaria è che tra il sequenziamento del genoma del virus e i trial preclinici sono passati solo due mesi.
“L’accelerazione di questo processo è davvero drammatica per quanto siamo stati capaci di fare, ma partivamo dal lavoro fatto con la SARS (Severe acute respiratory syndrome: apparve anch’essa per la prima volta in Cina nel 2002) e con la MERS (Middle East Respiratory Syndrome)”, ha spiegato la dottoressa Maria Van Kerkhove, capo dei programmi di emergenza della OMS.
Ma è bene non farsi prendere da facili entusiasmi: la OMS fa sapere infatti che i trial clinici e le autorizzazioni necessarie per far arrivare un vaccino efficace sul mercato richiederanno per lo meno 18 mesi.

