Pasta senza glifosato: ecco le 9 migliori marche secondo Altroconsumo

Pasta senza glifosato: le 9 migliori marche

La pasta, regina indiscussa della dieta mediterranea. Sono pochi quelli che non la amano e spesso rinunciarvi nei regimi alimentari ipocalorici è una sofferenza.

La pasta ultimamente è stata sottoposta a controllo perché contaminata da ingredienti dannosi. Uno di questi è il glifosato.

Cosa è il glifosato:

Il glifosato (ovvero glifosate o glyphosate) è un diserbante (erbicida) che interagisce con i meccanismi vitali delle piante e le fa seccare oppure aiuta a far maturare i raccolti. E’ un agente chimico composto da un gruppo amminico, uno carbossilico ed uno fosfato. Fu sviluppato negli anni ’70 dalla Monsanto (colosso chimico negli Stati Uniti) con il nome Roundup. La Bayer la rilevò ma da quasi vent’anni è prodotto liberamente in regime di concorrenza.

L’Epa, l’Efsa, l’Echa il BfR e altri hanno escluso la sua potenzialità cancerogena tuttavia il glifosato è nel mirino per altri motivi. Uno su tutti la sua interazione con il sistema endocrino dell’uomo.

Attualmente non vige un divieto assoluto di utilizzo dei pesticidi o di fitosanitari ma soltanto un invito a potenziare i controlli sul loro uso corretto in agricoltura, favorendo comunque il metodo biologico. In particolare il glifosato è ancora legale considerando che L’Unione Europea, il 27 novembre 2017, ne ha autorizzato l’uso per 5 anni.

L’Associazione GranoSalus e I Nuovi Vespri hanno effettuato dei test su diversi marchi di pasta italiani, rilevando in alcuni di essi la presenza di glifosato sia pure in tracce. Insieme al glifosato la presenza di micotossine DON. La causa è la miscelazione del grano italiano con grano estero, nonostante i divieti. Di seguito i risultati.

9 marchi di pasta senza glifosato:

A questo elenco si aggiungono gli spaghetti La Finestra sul Cielo Bio, con 0,027 milligrammi per kg di glifosato.

La pasta di grano duro Bio costa un po’ di più rispetto alle altre e solo una piccola parte dei guadagni va agli agricoltori. Chi ci guadagna maggiormente sono i commercianti e i mugnai ma questa è un’altra storia.